Talento 4.0: cinque passi per conquistare i Millennial

May 15, 2017 Franco Gementi

 

 

Come riportato da Pew Research, i Millennial rappresentano al momento la fascia di popolazione più vasta sul pianeta.  Con oltre 74,5 milioni di persone di età compresa tra 18 e 35 anni, i Millennial hanno recentemente sorpassato per numero i Baby Boomer e stanno rapidamente diventando il principale motore produttivo in un sempre più caotico mercato del lavoro. Ecco perché aziende grandi e piccole devono sapere come approcciarsi a questa nuova generazione di talenti.

 

Strumenti e tecniche tradizionali non possono più essere utilizzati con persone permeate di tecnologia, alla ricerca di uno stabile equilibrio tra lavoro e vita privata, altruiste: la lotta per conquistare il talento dei Millennial si fa ogni giorno più agguerrita e nessuna azienda può permettersi di perdere. Fortunatamente esistono delle tecniche che possono essere usate non solo per attirare questa generazione, ma anche per coinvolgerla e trattenerla.

 

1) Incontrarli nei loro luoghi

 

Sempre più raramente i career day funzionano al di fuori del mondo delle business school e, comunque, anche in questo caso le opportunità sono assai ridotte. È altamente improbabile, infatti, che i candidati migliori siano disposti a mettersi in fila curriculum cartaceo alla mano; preferiscono, invece, di gran lunga cercare occasioni online e sui dispositivi mobili o partecipare a eventi dedicati all’innovazione e al cambiamento.

 

È qui che occorre essere creativi. Aziende, come ad esempio Deloitte, hanno iniziato a partecipare - con successo -  agli hackathon per incontrare i migliori talenti tecnologici. Anche i concorsi in cui i giovani talenti presentano e dibattono case study reali rappresentano un contesto molto stimolante per incontrare strateghi di business e, naturalmente, gli smartphone sono la chiave migliore per entrare in contatto con schiere di validi candidati. Per catturare l’attenzione di una forza lavoro costantemente connessa bisogna uscire dall’ufficio e pensare in modo virtuale.

 

2) Usare i social media per raccontare l’azienda

 

Questa generazione è cresciuta con lo storytelling: ciò significa che la vostra presenza online deve fornire uno sguardo trasparente su mission, prodotti, valori, cultura e piani aziendali futuri. Immagini a 360 gradi dell’ufficio, video-profili dei dipendenti, un solido posizionamento sui social media aiutano senza dubbio a entrare in contatto con i Millennial. Il sito web, Instagram, Snapchat, Twitter, Facebook: tutte queste piattaforme devono creare un racconto coerente su cosa significhi lavorare nella vostra azienda.

 

3) Valutare frequentemente le performance

 

Le valutazioni annuali non risultano più interessanti a una generazione che preferisce feedback immediati, siano encomi o critiche costruttive. Aziende come Adobe, Accenture e Deloitte sono tutte passate a nuove forme di gestione e valutazione delle performance per singolo progetto, per cui i manager offrono feedback in tempo reale, comportandosi quasi come mentori o coach.

 

4) Comunicare valori forti

 

I Millennial e la generazione successiva - la Generazione Z - sono mossi dalla volontà di avere un certo impatto sul mondo che li circonda, sono cresciuti pensando di poterlo cambiare e le aziende devono essere capaci di dare spazio a questo aspetto della loro personalità, riportando in tempo reale quali sono i risultati dei loro sforzi. È utile coinvolgerli in iniziative aziendali con un impatto sociale e mostrare loro i risultati di queste azioni sui clienti e sulla società.

 

5) Ricordare che i soldi non sono l’unico incentivo che l’azienda può offrire

 

I giovani sono certo mossi da ciò che si mette in campo (chi non lo è del resto?), ma è il “pacchetto salariale” nel suo complesso che vi permetterà di portarli a bordo.  La classifica 2015 dei Best Place to work per i Millennial redatta da Fortune mostra che le aziende preferite sono quelle che offrono un orario di lavoro flessibile (76%), possibilità di smart working (82%), periodi sabbatici retribuiti (15%) e giornate di volontariato retribuite (46%). Pensando a un concetto di retribuzione che non è solo il salario, potrete trovare modi molto creativi per coinvolgere i vostri dipendenti.

 

Informazioni sull'autore

Franco Gementi

Franco has deep experience in the Human Resources field, in particular on administrative management processes (in-sourcing and outsourcing) and human resources development, with particular attention to the evaluation of the employee's potential and career development and various aspects related to rewarding policies and training and development. Along the entire evolutionary path, from home made solutions to the current cloud in Human Resources.

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