Nel 2015 la generazione dei Millennial rappresenterà la maggioranza della forza lavoro. Siete pronti?

February 2, 2015 Alessandro Bolzani

I giovani hanno qualche problema a venire a patti con gli ambienti di lavoro tradizionali, ma prima o poi questi giovani saranno la totalità dei lavoratori. Sarà l’ambiente di lavoro a cambiare o cambieranno le persone?

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Quest’anno, le persone nate tra il 1981 e il 1986 diventeranno la nuova maggioranza della forza lavoro e probabilmente tenderanno a plasmare l’ambiente di lavoro a loro immagine. Questo significa che grandi cambiamenti sono in vista per la cultura del lavoro. Come dimostrato da alcune recenti indagini, questa generazione sta già mostrando il proprio fastidio per le tradizionali strutture aziendali.

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La società per la ricerca di freelance Elance-oDesk e la società di ricerche Millennial Branding hanno intervistato oltre 1000 lavoratori millennial e 200 responsabili risorse umane di generazioni precedenti per giungere a quella che hanno definito la “discontinuità” nel modo di pensare di queste due generazioni. Spesso i due gruppi hanno dimostrato di avere diverse percezioni di cosa sia importante.

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Circa i due terzi dei responsabili delle risorse umane concordano sul fatto che i millennial non facciano differenze di genere nell’ambiente di lavoro. Ma il rapporto indica che la discriminazione di genere - in termini ad esempio di salario o responsabilità - è ancora diffusa. Oltre il 20% delle donne millennial afferma che quando si affaccia in un nuovo posto di lavoro ha la sensazione che il lavoro sia peggiore delle aspettative, mentre solo il 12% degli uomini prova tale sensazione.

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Tre quarti dei responsabili risorse umane appartenenti alla generazione X sono convinti che i millennial siano motivati soprattutto dal denaro. Interrogando i millennial, però, solo il 44% concorda con questa affermazione.  Per contro, i responsabili risorse umane tendono a sottostimare quanto conti per i millennial essere parte di un bel team e lavorare su progetti stimolanti.

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Oltre la metà dei responsabili HR, inoltre, ritiene che sia difficile reclutare e trattenere i millennial.  E l’80% dei millennial intervistati dichiara di essere disposto ad abbandonare il posto fisso e lavorare in proprio.

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Il rapporto indica diversi motivi per cui i millennial dovrebbero essere fiduciosi. I responsabili risorse umane considerano preziose le loro capacità tecnologiche e la facilità di adattamento. Resta però da vedere se le aziende tradizionali siano capaci di evolvere abbastanza rapidamente da potere attirare e trattenere i giovani talenti.

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Secondo Millennial Branding, oggi le aziende che sembrano avere un grosso vantaggio sono le piccole. Una startup che ottiene i finanziamenti, può adottare una nuova cultura che sia coerente con quella dei suoi coetanei.

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I millennial sono anche più inclini alla flessibilità di un lavoro freelance. Probabilmente, le condizioni economiche e sociali attuali (recessione, mancanza di lavori stabili) potrebbero in qualche modo avere forzato le loro preferenze. La sicurezza del lavoro viene sempre più spesso sostituita dalla sicurezza del reddito e le persone tendono a proteggersi creando propri flussi di reddito alternativi.

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Non è una sorpresa, infine, che il rapporto consideri la percezione dei millennial come narcisisti. I responsabili risorse umane tendono a vedere i millennial come soggetti esageratamente concentrati su se stessi rispetto alla generazione X. Ma li considerano anche più creativi e animati da spirito imprenditoriale.

Informazioni sull'autore

Alessandro Bolzani

Parte del gruppo di vendita Cornerstone EMEA, Alessandro è Regional Sales Manager per l'Italia. Ha una forte esperienza nelle vendite nell'ambiente delle applicazioni software Cloud aziendali.

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