Le 3 “i” della formazione in azienda: Immaginazione, Intelligenza e Innovazione

April 18, 2018 Federico Francini

 

 

Se aumentare il coinvolgimento dei dipendenti e accrescere l'impatto sul business della gestione delle persone rappresentano da tempo le sfide principali per le moderne organizzazioni, c'è una nuova dimensione che sta assumendo sempre maggiore importanza e che prevede il cambiamento della cultura in azienda per sviluppare una nuova serie di valori aziendali, primo fra tutti la curiosità. 

 

Creare una ‘cultura della curiosità’ in azienda significa creare un ambiente in cui i dipendenti possano accedere a informazioni mirate e condividere le conoscenze in modo semplice e intuitivo. E spetta a HR, IT e management collaborare affinché ciò si realizzi.

 

Come ho avuto modo di approfondire nel corso dell’ultimo HR Innovation Forum, che si è svolto a Bologna lo scorso 23 marzo, i vantaggi portati in azienda dallo sviluppo di una sana cultura della curiosità sono molteplici, ma uno su tutti è rappresentato dal fatto che i dipendenti curiosi sono sicuramente più coinvolti. Essere aperti a nuove idee ed esperienze porta a un arricchimento di carriera, alla soddisfazione personale e al desiderio incessante di fare di più. Inoltre, coloro che sono curiosi non smettono mai di imparare, anzi sono spinti ad ampliare le proprie competenze, spesso in modi che rendono l'intero team più forte e dinamico.

 

Ma cosa serve per sviluppare una cultura della curiosità che renda i dipendenti più coinvolti e l’intero sistema azienda più produttivo? Tre sono le parole chiave: immaginazione, intelligenza e innovazione. Scopriamo insieme perché!

 

Immaginazione nelle HR

 

In un contesto in cui le competenze acquisite diventano velocemente obsolete, il tradizionale approccio alla formazione non è più idoneo a raggiungere gli obiettivi di rapidità di sviluppo delle competenze.

 

L’evoluzione tecnologica, la disponibilità di nuovi strumenti e software possono aiutare a creare, condividere e tenere traccia delle conoscenze. Tuttavia, c’è un elemento costante e immutabile nella formazione: le persone hanno bisogno di tempo per imparare. La formazione può essere offerta on the job o attraverso qualsiasi forma di apprendimento strutturato, ma stabilire come organizzare il tempo per la formazione per i propri dipendenti cambia da un’azienda all’altra. Ed è qui che l'immaginazione entra in gioco.

 

Le aziende dovrebbero dimenticare gli attuali metodi di formazione e ripartite da zero, lasciando spazio all’immaginazione. Fondamentale è chiedersi come aumentare l’engagement dei dipendenti e valutare l’introduzione di metodi innovativi. Un ottimo esempio viene dalla gamification, che rappresenta sempre più un’ottima opportunità di successo per la formazione in azienda, in particolare per l’e-learning. È possibile inoltre rinvigorire progetti di e-learning già esistenti affiancando dinamiche di gamification all’erogazione dei corsi online. Un altro esempio arriva dal social learning, che permette di apprendere con gli altri, ma anche attraverso gli altri, e significa oggi sempre di più generare apprendimento dal basso

 

Altri spunti ci arrivano poi da aziende come ad esempio Danone, dove è stato sviluppato l’approccio One Learning a Day, che prevede un mix di fonti di formazione utili per i lavoratori (l’attività quotidiana sul posto di lavoro, i colleghi collegati in rete, gli strumenti digitali e specifici incontri individuali). O ancora Google, dove un giorno a settimana è possibile lavorare a progetti non necessariamente specifici del proprio ruolo in azienda per sviluppare qualcosa di nuovo o sistemare qualcosa che non va.

 

I nostri consigli? Fate tabula rasa dei metodi di formazione usati in passato e introducete metodi innovativi, senza dimenticare l’importanza di concedere ai vostri collaboratori il tempo necessario da dedicare alla formazione, interrogandovi prima di tutto su quelli che sono i loro bisogni formativi in termini sia di contenuti sia di strategie di apprendimento.

 

Intelligenza nelle HR

 

Le direzioni HR, inoltre, si devono proporre al business come veri e propri consulenti in grado di favorire l’innovazione della formazione. La definizione e la misurazione di metriche legate alla formazione sono una modalità con cui l’HR può giustificare gli investimenti necessari mostrando all’intera organizzazione il valore che la formazione può portare.

 

Sia che si tratti di pianificare per l'anno successivo o che si risponda a una richiesta ad hoc, la prima cosa da fare è senza dubbio definire cosa si vuole ottenere e, ovviamente, in che modo si intende raggiungere l’obiettivo. L'intelligenza in questo caso riflette la scelta delle metriche che si desidera mettere in atto per garantire che il singolo dipendente sia più efficiente, che una potenziale perdita di una figura professionale possa essere coperta con piani di sviluppo o che i nuovi assunti siano adeguatamente integrati. Ovviamente, le metriche più interessanti sono quelle che riusciranno ad avere un reale impatto sul business.

 

Il nostro consiglio? Definite obiettivi e KPI e sfruttate le analisi predittive per anticipare le esigenze formative dei vostri collaboratori e sviluppare programmi di formazione adeguati. Infatti, grazie alle Predictive Analytics è possibile oggi per i dipartimenti HR elaborare previsioni particolarmente attendibili su trend e comportamenti futuri in diverse discipline, formazione compresa. E grazie a simili previsioni è possibile definire dei percorsi che migliorino proprio quelle competenze laddove si evidenzia una attuale carenza (ad esempio, nelle skill per l’utilizzo di nuove tecnologie guidate dall’AI e dal machine learning).

 

Innovazione nelle HR

 

Il quadro delle strategie di apprendimento che si sta delineando evidenzia una crescita costante della responsabilizzazione diretta degli individui verso il proprio sviluppo e la propria formazione. Ci si sta muovendo verso la realizzazione di un’offerta formativa accessibile sempre e ovunque, grazie all’ausilio di sistemi e soluzioni on-demand.

 

Ma l’autonomia non è sufficiente per spingere l’innovazione di cui le aziende hanno bisogno. Un ulteriore passo avanti è rappresentato dalla fiducia che le persone ripongono nel management. Secondo Deloitte “più aumenta la fiducia nelle competenze altrui, più i feedback diventano diretti e costruttivi, più i cambiamenti sono semplici da accettare”.

 

Come stimolare le idee innovative? Insegnate ai vostri manager a fidarsi dei loro team e a motivare i collaboratori a sviluppare e a farsi portavoce di progetti sempre nuovi.

 

Creare una cultura dell’innovazione e sviluppare sempre nuovi modi per coinvolgere la forza lavoro di un’azienda richiede una combinazione di intelligenza e immaginazione capace di rompere gli schemi e portare una ventata d’aria fresca nei processi.

 

È dunque indispensabile lasciare spazio alle nuove idee, affinché nuove opportunità possano emergere e prendere forma in totale libertà.

 

Se vuoi scoprire tanti altri suggerimenti per stimolare la curiosità dei tuoi collaboratori e dare impulso al business attraverso programmi formativi stimolanti, intelligenti e innovativi scarica subito la nostra guida Curiosità: la nuova chiave del successo. Immaginazione, intelligenza e innovazione per sviluppare la “cultura della curiosità”

 

Informazioni sull'autore

Federico Francini

Federico has over 27 years of experience in IT companies, where he played different sales management roles, with the responsibility of managing large customers in all vertical markets. In Cornerstone since 2017, Federico is responsible of the company's global strategy in Italy, leading the local sales team, developing relationships with key partners and expanding the penetration of Cornerstone’s solutions on the Italian market.

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