I social media sono il nuovo curriculum vitae?

December 1, 2016 Franco Gementi

 

 

I social media hanno cambiato quasi tutto nel modo di lavorare. Persino a scuola alcuni docenti preferiscono non concentrarsi sul curriculum tradizionale, ma insegnare ai propri studenti come strutturare i profili digitali in modo da trasformarli nel perfetto curriculum del nuovo millennio.

 

Perché? I social media offrono a chi cerca lavoro opportunità che solo fino a 10 anni fa erano impensabili, compresa la possibilità di mostrare, ad esempio, le proprie creazioni artistiche e di proporre la propria candidatura sui mercati esteri. I più avveduti li usano per fare marketing di se stessi o creare un branding professionale e personale.

 

Nel 2015, un’indagine di Pew Research Centers ha rivelato che il 35% degli utenti di social media ha utilizzato queste piattaforme per cercare un lavoro e che il 34% ha usato i propri account per segnalare agli "amici" opportunità di lavoro nella propria azienda. L’incremento dell’uso dei social media da parte di chi cerca lavoro rende estremamente chiaro come il processo di acquisizione dei talenti sia una delle principali ragioni per cui l’integrazione dei social media in azienda stia diventando sempre più importante.

 

Quindi, in qualità di datori di lavoro, come potete valutare al meglio “l’impronta digitale” di un candidato con la stessa efficacia con cui valutate un curriculum tradizionale? Ecco di seguito tre elementi da considerare nella valutazione del “curriculum” online delle nuove generazioni.

 

1. Non superate il limite

 

Rob Walker, editorialista del New York Times, mette in guardia le aziende dall’usare gli account social dei candidati come mezzo per ricavarne informazioni personali. Non connettetevi né diventate “amici” di un candidato solo per sbirciare informazioni private. Concentratevi piuttosto su ciò che il candidato rende pubblico. Anche se il confine tra lavoro e vita privata è labile, è importante rispettare la privacy dei potenziali collaboratori.

 

2. Considerate il personal brand

 

I profili social spesso offrono più informazioni di quante se ne possano ricavare da un curriculum tradizionale. Esaminare i profili social del candidato sulle diverse piattaforme può, infatti, fornire un’idea anche della sua personalità e dei suoi interessi.

 

Secondo l’indagine annuale sul social recruitment di CareerBuilder, del 60% dei datori di lavoro che usano le piattaforme social per scremare i candidati, il 32% dichiara di avervi trovato informazioni supplementari che hanno poi portato all’assunzione del candidato. Che tipo di informazioni? Nel 43% dei casi era il fatto che la personalità del candidato fosse coerente con la cultura aziendale; nel 40% dei casi le qualità generali della persona o l’ampio spettro di interessi.

 

3. Ricercate lavori creativi

 

Se state cercando qualcuno per una posizione creativa, i social media offrono spesso un buon ritratto delle capacità delle persone e dei lavori fatti, al di là del portfolio che vi è stato presentato. Se, ad esempio, dovete assumere un editor di video digitali, date un’occhiata al canale YouTube del candidato per vedere da dove ricava ispirazione e se pubblica anche i progetti personali.

 

E anche quando la posizione non è strettamente creativa, i social media possono fornire utili informazioni sulla creatività del candidato e sulla sua capacità di pensare fuori dagli schemi. Esaminando, ad esempio, il profilo Instagram del candidato si può scoprire se è un bravo fotografo, dote che potrebbe essere utile per arricchire il sito web, oppure se ha un blog personale su Tumblr che ne dimostri le capacità di scrittura potrebbe contribuire, ad esempio, al blog aziendale. In ogni caso, i social forniscono altre informazioni sulle doti creative del candidato oltre a quelle elencate nella job description.

 

In generale, i social media sono un ottimo strumento di connessione tra le persone in ambito sia personale sia professionale. I curriculum tradizionali sono tutt’altro che morti, ma i social sono uno strumento in più che può dire molto sul candidato. Fare in modo che i social media siano parte del processo di valutazione del candidato vi permetterà di approfondire la sua conoscenza e aumentare la probabilità di portare a bordo dei veri talenti.

 

Informazioni sull'autore

Franco Gementi

Franco has deep experience in the Human Resources field, in particular on administrative management processes (in-sourcing and outsourcing) and human resources development, with particular attention to the evaluation of the employee's potential and career development and various aspects related to rewarding policies and training and development. Along the entire evolutionary path, from home made solutions to the current cloud in Human Resources.

Seguici su Twitter Segui su LinkedIn Altri contenuti di
Articolo precedente
Cornerstone OnDemand è “Best Place to Work 2016” per le donne
Cornerstone OnDemand è “Best Place to Work 2016” per le donne

Il fatto che ci vorrebbero più donne nel settore della tecnologia per le HR è innegabile. Diversi studi met...

Articolo successivo
Tre consigli per non farsi scappare i dipendenti migliori