Generazione Z: il futuro del lavoro è guidato dalla passione

July 20, 2017 Franco Gementi

La Generazione Z - conosciuta anche come iGen, post-millennial, centennial o plural - include i nati dopo il 1995 e, come ogni altra generazione, ha motivazioni e aspettative molto peculiari per quanto riguarda il proprio percorso di carriera. In generale, si tratta di giovanissimi lavoratori che danno meno valore al denaro e al prestigio rispetto alle generazioni precedenti e a caratterizzarli maggiormente è uno spiccato spirito imprenditoriale.

Infatti, più di 4 post-millennial su 10 pensano di intraprendere un percorso imprenditoriale (il quadruplo rispetto alla percentuale di persone che oggi lavora in proprio, che si attesta sul 6,6%) e il 63% è addirittura fermamente convinto che l’ “imprenditorialità” dovrebbe essere materia di studio inserita nei curricula scolastici. La volontà di questo gruppo di crearsi un lavoro in proprio è indice di un atteggiamento di forte indipendenza. Trovandosi, poi, in una situazione economica generale migliore di quella in cui si sono ritrovati i millennial, è anche molto meno probabile, ad esempio, che restino a lungo a vivere a casa con i propri genitori.

Ma vediamo insieme più nel dettaglio alcune delle caratteristiche tra le più peculiari di questa nuova generazione che i datori di lavoro non possono non tenere presenti!

1.  Responsabilità e riconoscimento

I nati di questa giovanissima generazione vogliono avere ben chiari gli obiettivi da raggiungere per ogni azione della quale si assumono piena responsabilità. Tendono a rimanere concentrati su ciò che fanno e a lavorare duro per non disattendere i risultati prefissati, ma, al tempo stesso, vogliono essere sicuri che il loro contributo conti e venga riconosciuto.

2. Parola d’ordine: flessibilità

La Generazione Z non comprende la necessità inderogabile del rimanere chiusi in ufficio dalle 9 alle 18. Il lavoro flessibile è ormai una realtà sempre più diffusa, come rivela anche il nostro ultimo studio condotto in collaborazione con IDC Azienda del futuro e trasformazione digitale: sfide e opportunità per sprigionare i talenti, secondo cui sempre più aziende stanno attivamente favorendo il lavoro agile attraverso molteplici iniziative (es. miglioramento degli accessi da remoto, supporto per dispositivi touch-based come telefoni e tablet, strumenti collaborativi per i dipendenti), a conferma del chiaro legame tra flessibilità del lavoro e benessere dei dipendenti. Ecco dunque che quelle aziende che rifiutano l’idea del lavoro da remoto non riusciranno probabilmente ad attirare molti dei talenti di questa nuova generazione, la prima ad essere nata in un mondo sempre e comunque connesso.  La richiesta di essere fisicamente presenti in ufficio appare ai loro giovani occhi ormai decisamente superata!

3. Global, social, mobile

Il mercato del lavoro globalizzato è il loro habitat naturale: i post-millennial sono ben disposti a lavorare in organizzazioni internazionali e a espatriare quando se ne presenta l’occasione. La conoscenza e l’uso corrente di una o più lingue straniere non è più un plus, ma un must e anche le aziende vanno sempre più in questa direzione, offrendo occasioni di formazione linguistica ai propri dipendenti. Social media e smartphone sono per la GenZ strumenti “naturali”, come lo era il telefono fisso per i loro nonni. Sono cresciuti immersi nella tecnologia: l’alfabetizzazione digitale per loro equivale all’alfabetizzazione tout court.

Che tipo di lavoro per la Generazione Z?

Per molte posizioni -  nell’ambito dei social media e della gestione di community, nello sviluppo di app, nel UI/UX design, nel cloud computing, nel data mining, nell’area della sostenibilità e per altri lavori green – la generazione Z subirà molta meno concorrenza da parte dei millennial o della Generazione X, specie perché gran parte di queste professioni fino a dieci anni fa nemmeno esistevano.

Per quanto riguarda le aspettative professionali, tra i baby boomer, cresciuti durante il boom economico degli anni ‘50-‘60, vi era una certa tendenza a conferire maggiore preminenza al denaro e a uno stile di vita più agiato rispetto a quello dei genitori; la Generazione X era smaniosa di emergere e puntava perciò a carriere particolarmente prestigiose, mentre i millennial, laureatisi in una fase di terribile crisi economica, hanno spesso dovuto rinunciare al sogno di seguire le proprie passioni.  La Generazione Z gode, invece, del vantaggio di vivere un’epoca economicamente e culturalmente frizzante, in cui la tecnologia pervade ogni ambito della loro vita, moltiplicando le possibilità di seguire reali interessi e profonde aspirazioni. E se da un lato è vero che la tecnologia consente uno scambio intergenerazionale di competenze e conoscenze e apre nuove opportunità anche alle generazioni X e Y, è altrettanto vero, però, che una certa differenza di base tra generazioni permane inevitabilmente. Infatti, sono le vecchie generazioni quelle che hanno dovuto attendere la pensione per dedicarsi finalmente ai propri sogni - dal tornare a scuola per ottenere l’abilitazione all’insegnamento e condividere il proprio sapere con gli studenti fino a realizzare il sogno di aprire un’azienda in proprio per vendere ricette segrete per la marmellata o la torta di mele.  La Generazione Z, al contrario, può permettersi di farlo nel proprio presente: così, per la prossima generazione di lavoratori seguire i sogni non sarà più un privilegio, ma una possibilità reale!

 

Informazioni sull'autore

Franco Gementi

Franco has deep experience in the Human Resources field, in particular on administrative management processes (in-sourcing and outsourcing) and human resources development, with particular attention to the evaluation of the employee's potential and career development and various aspects related to rewarding policies and training and development. Along the entire evolutionary path, from home made solutions to the current cloud in Human Resources.

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