Dallo skill divide all’upskilling e reskilling: l’esperienza WINDTRE

June 30, 2021 The Cornerstone Editors

Dallo skill divide all’upskilling e reskilling: l’esperienza WINDTRE

Si è svolto lo scorso 8 giugno il webinar organizzato da Cornerstone in collaborazione con WINDTRE e goFLUENT

Il mercato del lavoro sta cambiando a ritmi sempre più serrati, cosa che richiede alle persone l’aggiornamento continuo delle competenze e l’apprendimento di nuove skill. Martina Campi, Customer Success Manager Southern Europe di Cornerstone, Elisa Fumagalli, Head of Learning & Development di WINDTRE e Simona Aresi, Customer Success Team Manager di goFLUENT, hanno discusso di come upskilling e reskilling siano diventati prioritari nelle strategie L&D aziendali nel webinar L’esperienza WINDTRE: dallo skill divide all’upskilling e reskilling delle competenze, tenutosi lo scorso 8 giugno.

Un nuovo mondo del lavoro

Il 2020 e la pandemia hanno rivoluzionato completamente lo scenario del lavoro, lasciando strascichi anche nel 2021 che, probabilmente, vedremo ancora per molto tempo. La funzione HR si troverà inevitabilmente ad affrontare nuove sfide, come il lavoro agile e la riorganizzazione, la necessità di coinvolgere diverse generazioni di dipendenti, di promuovere la diversity, la  corporate responsibility e la sostenibilità e, in particolare, il reskilling e l’upskilling delle competenze del personale.

“Il mondo è un posto differente, cambia molto velocemente, più di quanto ci potessimo aspettare qualche anno fa. Il futuro non ci deve spaventare, ma è necessario capire sin da oggi come affrontarlo nel modo giusto: il cambiamento, travolgente, è già diventato realtà”, ha commentato Martina Campi, Customer Success Manager Southern Europe di Cornerstone. “La tecnologia va avanti a passi da gigante e sta decimando le aziende vecchio stile. Negli anni ‘60 la vita media di un’azienda era di circa 60 anni, nel 2012 era scesa a 15. Oggi, la vita media delle aziende è inferiore a 20 anni. Questo mette in evidenza che le realtà che non sono capaci di evolvere sono destinate a scomparire”.

Trasformarsi per adattarsi è senza dubbio una priorità per i CEO, che devono preoccuparsi di formare la forza lavoro nel modo corretto. Secondo un’indagine di Deloitte, il 90% dei CEO si aspetta che la trasformazione digitale impatti la loro organizzazione. Di questo 90%, solo il 30% pensa che la propria azienda possieda le giuste competenze per adattarsi al cambiamento.

Le HR hanno una grande responsabilità in questo ambito; hanno l’opportunità di contribuire a colmare il gap tra tecnologia, persone, business e istituzioni.

Secondo un’indagine globale di Cornerstone People Research Lab, condotta nella primavera 2020, in piena crisi da coronavirus, l’attenzione alle competenze è lo strumento con cui le aziende e i dipendenti possono adattarsi, innovarsi e crescere.

Lo skill divide

In base ai risultati di una ricerca condotta negli USA all’inizio dello scorso anno, 6,8 milioni di statunitensi in cerca di lavoro non possedevano le skill necessarie per coprire i 6 milioni di posizioni di lavoro qualificato disponibili sul mercato. Ci troviamo dunque di fronte a una spaccatura che si allarga sempre di più: da una parte, lavori che necessitano di una preparazione specifica a fronte di  lavoratori qualificati non altrettanto numerosi; dall’altra, posizioni non qualificate che continueranno a diminuire, a fronte di una grossa offerta di lavoratori non qualificati.

“In passato, si è parlato molto di digital divide. Oggi, quasi tutte le aziende sono connesse e hanno accesso alla tecnologia digitale. Quello di cui ci dobbiamo occupare ora è lo skill divide”, continua Martina Campi. “Si stima che i lavoratori più qualificati ricevano circa 32 contatti a settimana per mezzo di newsletter, email alert, notifiche push, headhunter. È fondamentale prendersi cura di queste risorse, soprattutto considerando quanto è difficile trovarle e conservarle”.

Far crescere il personale diventa quindi l’arma segreta delle aziende. Da un punto di vista strutturale, è possibile affrontare questa sfida con tre approcci diversi:

  • Upskilling: estendere gli attuali set di competenze dei lavoratori, migliorare le skill esistenti in determinate aree di competenza;
  • Reskilling: ripensare le competenze presenti all’interno dell’azienda, formare le persone per nuovi ruoli e nuove professionalità che prima non esistevano;
  • New skilling: la combinazione di upskilling e reskilling, cioè una formazione continua che consenta alle persone di migliorare le capacità esistenti e di essere pronte ad abbracciare nuove competenze. Questo si fa solitamente contando sulla proattività dei singoli; diventa quindi sempre più importante e necessario offrire strumenti che consentano ai dipendenti di formarsi in autonomia.

Secondo un’indagine di Gartner del 2019, il 72% dei CEO dubita di avere dipendenti con le giuste competenze. Un rapporto di PWC, sempre del 2019, rivela che il 77% dei dipendenti vuole acquisire nuove skill. In base a un ricerca di McKinsey del 2020, il 40% dei dipendenti non si sente in grado di sviluppare le proprie competenze con le risorse fornite dall’azienda.

Come può un’azienda distinguersi ed emergere in questo mercato? Come può attrarre i talenti di cui ha bisogno per sviluppare il business, conservarli e farli eccellere?

La risposta sta nell’upskill, reskill e newskill, ma anche nell’employee experience e nella candidate experience.

Ed è ciò che ha fatto WINDTRE, un esempio che sposa perfettamente questa filosofia: mettere le persone in una condizione di auto-apprendimento.

L’esperienza WINDTRE

WINDTRE utilizza la piattaforma Cornerstone sia nei processi di valutazione delle performance e di assegnazione degli obiettivi, sia nei processi di formazione. Creata con l’obiettivo di accompagnare tutta la popolazione aziendale nel processo di trasformazione che l’organizzazione sta vivendo, la piattaforma di WINDTRE è ricca di contenuti, personalizzata in base alle esigenze formative delle persone e accessibile a tutti i 6.500 dipendenti.

La piattaforma è suddivisa in tre macro categorie:

  • EasyEnglish: grazie alla partnership con goFLUENT, le persone hanno l’opportunità di verificare il proprio livello di conoscenza della lingua inglese oltre a fruire di tutti i contenuti formativi disponibili;
  • D Factor: un programma di formazione e sviluppo per accrescere le competenze digitali;
  • EasyLearning: 31 corsi formativi per lo sviluppo delle soft skill, fruibili in maniera autonoma o assegnati dal proprio responsabile.

Nel corso del webinar, Elisa Fumagalli, Head of Learning & Development di WINDTRE, ha approfondito D Factor, il programma di sviluppo e formazione dedicato a tutti i dipendenti WINDTRE, ideato con l’obiettivo di accrescere le loro competenze digitali.

“Il coinvolgimento delle persone è stato fondamentale. Siamo partiti con una campagna per illustrare il progetto, affinché tutti i dipendenti partecipassero a questo programma di sviluppo e formazione il cui obiettivo era rendere le persone più competitive e pronte per le sfide del futuro e le relative trasformazioni”, afferma Elisa Fumagalli.

Il percorso formativo D Factor è iniziato a ottobre 2020 e si concluderà a dicembre 2021. Il progetto si è sviluppato lungo diverse fasi: dalla definizione delle competenze digitali necessarie per l’azienda, alla creazione con il management del Digital DNA di WINDTRE.

Il Digital DNA di WINDTRE è un modello molto articolato che rappresenta le quattro dimensioni delle digital skill:

  • Digital soft skill: competenze trasversali di tipo relazionale e comportamentale che servono alle persone per orientarsi e lavorare in un contesto prettamente digitale;
  • Digital hard skill: competenze che permettono di operare da un punto di vista più tecnico nel mondo digital;
  • Job related skill: competenze distintive per un’azienda come WINDTRE;
  • Innovation skill: competenze che si muovono trasversalmente su tutti e tre i filoni digitali e che rappresentano una componente fondamentale per la sopravvivenza in un contesto in continua evoluzione.

È stato quindi definito un set di competenze digitali e messo a punto un questionario molto articolato per misurare il livello di digital readiness della popolazione aziendale. Infine, sono stati proposti percorsi formativi personalizzati sulle competenze digitali, in linea con i risultati del sondaggio. “Oltre il 90% dei dipendenti ha partecipato attivamente alla survey. A ciascuno è stato restituito uno dei possibili  profili digitali in base al mix di rispondenza e un profilo di innovazione”, conclude Fumagalli.

Conclusioni

Oggi, i professionisti di L&D hanno una grandissima opportunità: offrire alla propria azienda un elevato grado di “future proofing”, anticipando i nuovi trend del mercato e le competenze necessarie per rispondere al cambiamento. Investire in iniziative di  upskilling e reskilling è fondamentale per far fronte a un mondo del lavoro in rapida e costante evoluzione.

Non sei riuscito a partecipare al webinar? Non preoccuparti! La registrazione è disponibile qui.

Maggiori informazioni su altre storie di successo sono disponibili sul sito e sul blog di Cornerstone OnDemand.

 

 

 

 

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