Come la riflessione può migliorare le performance

March 12, 2019 Franco Gementi

Quando inizia un nuovo anno si fissano degli obiettivi. Magari questo è l’anno in cui saremo promossi o passeremo a un nuovo ruolo. Una volta fissati gli obiettivi ci si muove, si agisce: ma l’errore più grosso che molti di noi facciamo è di non fermarci mai a guardare indietro.

È normale. Molte persone hanno una sorta di predisposizione all’azione, nel tentativo di mantenere il controllo di una situazione. E, come l’esperta di cambiamento Ann Salerno spiega nel suo libro The Change Cycle, l’azione tipicamente nasce nel cervello dei mammiferi, più facile da coinvolgere rispetto al nostro cervello, che è più complesso ed è usato per il pensiero profondo e la riflessione.

Per quanto possa non essere semplice, la riflessione ha un impatto positivo e dimostrato sulle nostre performance. Nel 2014, una ricerca degli studenti dell’Harvard Business School ha dimostrato che i dipendenti di un call center, che per 15 minuti avevano riflettuto su quanto appreso in un corso, esibivano in un test scritto risultati del 23% migliori rispetto ai colleghi che si erano sottoposti al test senza un momento di riflessione.

Probabilmente già sapete cosa volete ottenere nel 2019 e avete gli obiettivi ben impressi in mente. Ma per arrivarci è importante introdurre momenti di riflessione regolari.

Come fare:

Programmare una riunione settimanale con sé stessi

Spesso ci dimentichiamo di considerare la riflessione una priorità, a meno che siamo costretti a farlo, ad esempio durante le valutazioni di fine anno. Cominciamo, quindi, a mettere in agenda ogni lunedì una riunione con noi stessi per definire gli obiettivi della settimana e una il venerdì per riflettere. Adottando la pratica degli obiettivi settimanali, ci predisponiamo a un progresso incrementale verso gli obiettivi più importanti. Inoltre, la presenza di momenti fissi di riflessione, crea il tempo per correzioni in corso d’opera.

Togliere tempo alla riflessione è facile quando ci si sente impegnati. Anche una sola ora di inazione sembra troppo. Se questo succede spesso, proviamo a inserire nella lista degli obiettivi settimanali “creare più tempo nella mia agenda”. Manish Chopra, senior partner di McKinsey, ha scritto che riservarsi del tempo per meditare ogni settimana lo ha aiutato a identificare le cose in cui doveva effettivamente essere coinvolto e quelle in cui non era necessario lo fosse. Così facendo è riuscito a liberare il 10-20% del suo tempo.

Definire obiettivi smart

Fissate ogni settimana obiettivi realizzabili ma non banali. Avrete probabilmente sentito parlare di obiettivi “SMART”, ossia Specifici, Misurabili, Attuabili, Rilevanti, Time-bound (con una scadenza): si tratta generalmente di linee guida valide da seguire.

Poniamo che il nostro obiettivo sia diventare più bravi a fare rete. È un obiettivo molto ambizioso, meglio quindi essere più specifici. Quante persone vogliamo incontrare questo mese? Avendo obiettivi specifici e tracciabili, sarà difficile barare con sé stessi.

Ricordate che non dovrete essere immediatamente bravi a fissare gli obiettivi. Io mi sto esercitando da oltre un anno e ancora mi capita di scegliere obiettivi irrealizzabili. Continuate a valutare gli obiettivi che vi ponete e siate onesti nelle vostre riflessioni. Col tempo riuscirete a trovare un equilibrio che vi porterà a individuare obiettivi che sono sfidanti e vi spingono a fare meglio, ma non così “alti” o ambigui da risultare irraggiungibili.

Farsi domande per guidare le riflessioni

Quando arriva il momento della riunione del venerdì, focalizzatevi sugli obiettivi fissati a inizio settimana e ponetevi domande come queste:

  • Ho fatto che le cose che mi ero ripromesso lunedì?
  • Cosa ho capito di me stesso questa settimana?
  • Cosa ho imparato sugli altri questa settimana?
  • Quali cose da fare sono ancora ferme e perché?

Lo scopo è favorire l’onestà e l’autoconsapevolezza così da poter fissare obiettivi migliori - e realizzarne di più in futuro. Si può essere tentati di evitare la riflessione quando le cose non sono state fatte, perché ciò ci farebbe stare male. Ma non si riflette per darsi amichevoli pacche sulla spalla. Riflettere significa capire perché abbiamo raggiunto alcuni obiettivi e altri no, gettando le basi per migliorare.

Nominare un partner affidabile

Se assumete degli impegni il lunedì e non li avete completati per venerdì, provate a cercare un partner affidabile. L’auto riflessione richiede un alto grado di intelligenza emotiva e talvolta facciamo fatica a essere onesti con noi stessi o a vedere le nostre azioni con chiarezza. Se avete a disposizione qualcuno che sappia essere franco sui vostri progressi, potrà aiutarvi a capire dove state sbagliando. Senza dimenticare che, una volta rivelati a qualcun altro gli obiettivi, si è più motivati a raggiungerli.

Rivelare a qualcun altro i nostri obiettivi offre loro l’opportunità di supportarci. Ad esempio, nel 2018 ho deciso che volevo dedicarmi alla fotografia. Ma non possedevo una fotocamera e difficilmente compro cose per me. Per cui ho accantonato il progetto. Ma, a ottobre, mia moglie mi ha regalato una fantastica fotocamera per il compleanno. Da quel momento avrò scattato probabilmente più di 2.000 foto e non avrei potuto farlo se lei non mi avesse aiutato a compiere il primo passo.

Ricordate che avere degli obiettivi e riflettere su questi non significa crearsi un impegno di lavoro o un contratto da rispettare. È, piuttosto, un meccanismo per aiutarci a entrare in un ciclo di miglioramento continuo. Nel 2018 ho realizzato l’obiettivo di ricominciare a fotografare. Nel 2019 mi voglio concentrare sulla qualità delle immagini (e sto ancora lavorando per rendere questo obiettivo più raggiungibile). Definendo questi obiettivi più piccoli e riflettendo su di essi, ogni settimana non solo continuerete a spostare l’ago verso gli obiettivi più “nobili” che volete raggiungere per la fine dell’anno, ma ci guadagnerete in efficienza.

Informazioni sull'autore

Franco Gementi

Franco has deep experience in the Human Resources field, in particular on administrative management processes (in-sourcing and outsourcing) and human resources development, with particular attention to the evaluation of the employee's potential and career development and various aspects related to rewarding policies and training and development. Along the entire evolutionary path, from home made solutions to the current cloud in Human Resources.

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