Cinque trucchi per essere un bravo manager

November 27, 2017 Franco Gementi

Vi siete mai chiesti quale sia oggi il problema maggiore nella gestione delle persone? È ormai risaputo che per il lavoratore medio, soprattutto in Italia, essere (o semplicemente apparire) sempre super-occupato è un punto a proprio favore. E, a livello manageriale, l’obbligo di essere perennemente indaffarato si accompagna alla necessità di capire se i propri collaboratori sono (o non sono), a loro volta, super-impegnati. Il risultato? Meeting su meeting: i manager trascorrono così il 35% del loro tempo in riunioni, mentre per il top management la percentuale sale fino a raggiungere il 50% e in media un dipendente dedica 4 ore a settimana solo per prepararsi alle riunioni.

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Come ha rilevato CEB, il 60% dei neo-manager fallisce entro i primi due anni e questo perché siamo diventati tutti bravissimi nel compilare liste di “to-do” ma, purtroppo, non riusciamo ancora a prenderci cura dello sviluppo delle nostre carriere con la stessa maestria. Tuttavia, con maggiore impegno, è possibile diventare dei bravi manager che si preoccupano di far crescere e migliorare i propri collaboratori. Chiaramente è necessario andare oltre ai meeting one-on-one di routine. Semplificando, ecco cosa occorre per un buon management in cinque punti:

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  1. Stabilire la demarcazione tra essere “amici” ed essere “amichevoli”. Come collaboratori i vostri colleghi sono vostri pari. Ma una volta che avrete assunto il ruolo di manager, gli equilibri all’interno dei team di lavoro saranno inevitabilmente destinati a cambiare, perché chi prima era vostro collega diventerà un vostro riporto. Ecco dunque che sarà necessario aiutarlo a entrare nel nuovo ruolo, cosa non semplice da fare se chi deve riportare a voi vi considera amici prima che superiori. Naturalmente, non vi è richiesto di abbandonare l’atteggiamento amichevole (dopo tutto avere degli amici sul posto di lavoro aiuta a tenere alti i livelli di soddisfazione), ma dovrete muovervi con estrema attenzione e gestire le relazioni con la massima cautela. Come manager siate amichevoli e sinceri, assicurandovi allo stesso tempo di guadagnarvi il rispetto degli altri e di essere per i vostri collaboratori mentori e confidenti, non semplici colleghi.
  2.  Essere chiari. I bravi manager aiutano le persone a realizzare il loro pieno potenziale. La strada più semplice per riuscirci è fare in modo che ruoli, responsabilità e opportunità siano perfettamente chiari. Difatti, la chiarezza delle aspettative da parte del management è un bisogno primario dei lavoratori ed è essenziale per raggiungere buone performance. Ecco perché è indispensabile aiutare le persone a fissare obiettivi di performance e fornire feedback puntuali e precisi. E poi, cercate sempre di comunicare senza giudicare.
  3.  Imparare l’arte del management. Ogni manager fresco di nomina sarà esposto ad aspetti strategici e attività aziendali di cui prima era all’oscuro. Il passaggio può essere complicato, ma niente paura! Dovrete solo abituarvi a svolgere le mansioni legate al vostro nuovo ruolo. D’ora in avanti, sarete l’anello di congiunzione tra top manager e dipendenti e dovrete imparare, da un lato, a condividere con i vostri diretti superiori informazioni su performance e preoccupazioni del vostro team e, dall’altro, a trasferire alla vostra squadra informazioni puntuali su vision, performance e priorità aziendali in modo che queste non vengano disattese.
  4.  Chiedere aiuto. Vi capiterà inevitabilmente di trovarvi in situazioni che non saprete come gestire, ma niente panico: questo è un segno di crescita, non di debolezza. Non abbiate timore a chiedere aiuto al vostro capo, collega o neo-manager come voi. Anche ai dirigenti di alto livello è capitato (e continua a capitare) talvolta di trovarsi in difficoltà, ecco perché non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto a chi ha già dovuto affrontare lo stesso problema prima di voi.
  5.  Agire. Una volta che il vostro ruolo e le aspettative sono definite e chiare per tutti, dovrete sentirvi in potere di agire. Non abbiate paura di prendere decisioni, anche se il rischio di commettere degli errori vi sembra essere dietro l’angolo.  Talvolta, sbagliare è il modo migliore per migliorarsi. E se avrete costruito relazioni solide e fidate con collaboratori e superiori, essi saranno lì per fare in modo che tutte le sfide che il vostro team si ritroverà ad affrontare siano gestite con entusiasmo.
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Entrare a far parte a tutti gli effetti del management può intimorire: avrete la responsabilità di un gruppo di persone e, oltre a preoccuparvi della vostra crescita professionale, dovrete occuparvi anche dei percorsi di carriera dei vostri collaboratori più stretti. Ma se vi sforzerete nell’essere sinceri, comunicare con chiarezza e conquistare la fiducia degli altri, sarete subito nelle condizioni migliori per avere successo!

Informazioni sull'autore

Franco Gementi

Franco has deep experience in the Human Resources field, in particular on administrative management processes (in-sourcing and outsourcing) and human resources development, with particular attention to the evaluation of the employee's potential and career development and various aspects related to rewarding policies and training and development. Along the entire evolutionary path, from home made solutions to the current cloud in Human Resources.

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