Chief Culture Officer: nuova linfa allo sviluppo di una solida cultura aziendale

November 22, 2018 Federico Francini

Continua anche questo mese la nostra rassegna alla scoperta delle nuove professioni destinate a caratterizzare e forgiare l’azienda del futuro. Dopo il Manager della felicità e il Diversity Manager, è la volta di un nuovo ruolo che si sta facendo pian piano largo tra le fila della C-Suite: il Chief Culture Officer.

Obiettivo principale di quello che potremmo definire come il manager della cultura è sviluppare e coltivare con costanza una cultura forte all’interno dell’organizzazione che si fondi sui valori aziendali e che sia in grado, al tempo stesso, di evolversi di pari passo con le esigenze del management e dei dipendenti. In altre parole, anziché essere ripartita tra i vari membri della C-suite, com’è stato finora, la responsabilità di creare e mantenere una solida cultura aziendale sta diventando progressivamente compito quasi esclusivo di questa figura emergente, sul cui profilo non vi è ancora una definizione univoca.

Secondo quanto emerge dal recente rapporto Executive Trends 2018 di Page Executive, l’era digitale ridefinisce l’organizzazione del lavoro anche a livello di management e non solo nelle aziende a forte vocazione tecnologica. Secondo lo studio, una struttura aziendale più semplice ed efficiente e una cultura armonizzata tra i dipendenti sono tra le principali sfide che i manager si trovano oggi ad affrontare per riuscire a cavalcare la complessità e la velocità del business. Maggiore agilità e flessibilità e strette connessioni tra i diversi livelli della struttura aziendale sono considerati essenziali per aumentare la responsabilizzazione dei dipendenti, incentivare lo sviluppo di prodotti e servizi capaci di rispondere in anticipo alle richieste del mercato e creare, di conseguenza, imprese più forti.

Non è, dunque, una coincidenza che la posizione del Chief Culture Officer stia divenendo sempre più diffusa e richiesta: le organizzazioni stanno realizzando l'importanza che riveste la cultura aziendale nella creazione di un'esperienza di qualità in primo luogo per i dipendenti e, di riflesso, anche per i clienti. Del resto, è stata ampiamente dimostrata la chiara connessione che sussiste tra cultura e aspetti vincenti per un’organizzazione come la reputazione, le performance e i risultati di business e l'atteggiamento dei dipendenti nei confronti del proprio lavoro in azienda.

Il Chief Culture Officer ha, inoltre, il delicato compito di supervisionare i reparti di gestione delle risorse umane, recruiting e formazione al fine di garantire che tutti questi processi, oltre a essere perfettamente in linea con la cultura aziendale, siano operati nell’ottica di rafforzare tale cultura.

Ma perché tutto questo è importante?

Perché la cultura è alla base dell'esperienza: un’organizzazione tesa a promuovere una cultura che incoraggia, supporta e riconosce i meriti dei propri dipendenti è naturalmente incline a porre i propri clienti e le loro esigenze al centro del business, offrendo loro esperienze di qualità che contribuiscono al successo stesso dell’organizzazione.

Il Chief Culture Officer può, inoltre, essere la risposta alla sempre più pressante esigenza da parte delle organizzazioni di dover integrare, senza ripercussioni negative, le generazioni già presenti nell’organizzazione con le nuove in arrivo e le diverse culture cui appartiene la forza lavoro.

Più in generale, il ruolo potrebbe essere visto come l'evoluzione del direttore HR e avrà un compito sempre più determinante nella gestione dei valori aziendali; un professionista che farà da ambasciatore rispetto alla cultura dell’azienda e che si farà carico del delicato compito di monitorare e spingere sulla leva del cambiamento.

Responsabilità del Chief Culture Officer

  1. Capire come presentare l’azienda sul mercato per attrarre le persone che meglio ne rispecchiano i valori
  2. Monitorare il cambiamento e, laddove possibile, anticiparlo, definendo una strategia condivisa con il management
  3. Mettere in atto strategie per garantire che le iniziative e i programmi delle risorse umane (come ad esempio il recruiting, l’onboarding, i programmi di mentoring o il team building) possano contribuire a rafforzare la cultura e i valori aziendali
  4. Raccontare i valori dell’azienda internamente ed esternamente, riconoscendo il giusto merito a chiunque in azienda li metta in pratica
  5. Promuovere il dialogo sui valori dell’azienda in ogni occasione possibile (riunioni di team senior, eventi aziendali, ecc.) e su tutti i canali di comunicazione
  6. Supportare il management nell’impostare le strategie di business e nel costruire relazioni con i clienti facendo leva sui valori che plasmano la cultura aziendale
  7. Assicurarsi che i valori dell’organizzazione siano ben integrati in ogni sistema e processo

La cultura può essere un vantaggio competitivo o uno svantaggio. La domanda per i manager è “Di che tipo di cultura hai bisogno per attuare la strategia aziendale?”. A volte i valori di un’azienda possono cambiare nel tempo in modo più o meno significativo; ecco perché per raggiungere un successo a lungo termine è fondamentale sviluppare una cultura che sia allineata con la più generale strategia di business e caratterizzata, al tempo stesso, da un alto grado di adattabilità.

Informazioni sull'autore

Federico Francini

Federico has over 27 years of experience in IT companies, where he played different sales management roles, with the responsibility of managing large customers in all vertical markets. In Cornerstone since 2017, Federico is responsible of the company's global strategy in Italy, leading the local sales team, developing relationships with key partners and expanding the penetration of Cornerstone’s solutions on the Italian market.

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