Candidate Experience: tre consigli per migliorarla in maniera semplice ed efficace

December 4, 2017 Federico Francini

La candidate experience, ovvero la valutazione generale che il candidato conferisce al processo di selezione, è un argomento di cui si discute molto. Un’indagine svolta da CareerBuilder rivela che sebbene l’82% dei responsabili della selezione consideri la candidate experience “molto o estremamente importante”, solo il 32% dei candidati giudica la propria esperienza “molto buona”.

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I principali motivi di insoddisfazione? Secondo una ricerca di Software Advice, che riflette esattamente quelle che sono percepite come falle nella candidate journey anche in Italia, vi sono la carenza di informazioni, una comunicazione insufficiente e processi di candidatura troppo lunghi.

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Un modulo di candidatura fatto male o inadeguato non solo scoraggia il candidato sul momento, ma ha anche effetti negativi a lungo termine. Così, se le persone che cercano lavoro sentono di aver vissuto una candidate experience negativa, nel 42% dei casi non presenteranno mai più domanda per la stessa azienda e il 22% sconsiglierà addirittura ad altri di farlo. Ma i margini di miglioramento in questo settore non mancano di certo!

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Vediamo quindi brevemente alcuni metodi per migliorare la candidate experience in maniera semplice ed efficace.

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1. Velocizzare il processo di candidatura partendo dalla semplificazione dei form online

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Per cominciare è fondamentale ridurre il tempo necessario alla compilazione dei form di candidatura online, rendendo il processo mobile friendly e mettendo a disposizione moduli one-click. Se ciò non è possibile, l’ideale sarebbe limitare a cinque le domande di pre-qualifica o, meglio ancora, permettere al candidato di inoltrare la propria candidatura direttamente dai propri profili social e pensare a campi di testo automaticamente precompilati con i dati ricavati dal curriculum.

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Un’altra fase in cui l’utilizzo della giusta tecnologia può fare la differenza è quella di screening. La Society for Human Resource Management sostiene che ci vogliono in media 9 giorni perché i selezionatori completino lo screening dei candidati. Anziché spendere ore passando in rassegna manualmente centinaia e centinaia di curriculum, una tecnologia come l’intelligenza artificiale può automaticamente vagliare, classificare e individuare i profili più adatti per ricoprire la posizione in questione.

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Ciò significa poter rispondere più rapidamente ai candidati ed evitare che i talenti migliori si rivolgano alla concorrenza.

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2. Informare i candidati su iter e scadenze

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Sembrerà strano, ma molte aziende cadono sui fondamentali, ad esempio, non fornendo informazioni ai candidati. Ben l’83% dei candidati dichiara che l’esperienza sarebbe senza dubbio migliore se le aziende indicassero chiaramente sin dall’inizio le varie scadenze del processo di selezione. In realtà, colmare queste lacune nella comunicazione dei selezionatori non è poi così complicato e ci sono diversi modi per fornire informazioni sull’andamento del processo di selezione, come ad esempio:

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  • aggiungere scadenze quanto più dettagliate possibile nell’inserzione
  • permettere al candidato di verificare lo stato della propria candidatura direttamente sul proprio account
  • inviare mail di aggiornamento
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3. Comunicare, comunicare, comunicare

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Dopo aver presentato la propria candidatura online, circa il 50% dei candidati non riceve più nessun riscontro dall’azienda. Non sorprende, quindi, che la prima richiesta da parte di chi cerca lavoro sia più comunicazione. Chi cerca lavoro dà valore al contatto umano, pur essendo consapevole che non sempre ciò sia possibile. Randstad ha scoperto, ad esempio, che l’82% di chi cerca lavoro ritiene che l’interazione ideale con chi fa selezione sia un mix di tecnologia innovativa e interazione personale.

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Le nuove tecnologie, ad esempio le chatbot, rendono più semplice che mai l’interazione in tempo reale con i candidati: queste possono essere usate per raccogliere informazioni, porre domande per la scrematura iniziale, rispondere alle FAQ e fissare i colloqui con un selezionatore in carne e ossa.

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Oltre alle chatbot, esistono anche molte altre tecnologie che possono aiutare a gestire le relazioni, in primo luogo i software in grado di automatizzare il più possibile la comunicazione con i candidati tramite invio di email ed SMS o semplici applicazioni di messaggistica. Ricordate, però, di aggiungere degli elementi umani ai messaggi che inviate perché non dovete sembrare dei robot!

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E per finire, non dimenticate il feedback una volta terminato il processo – al di là che l’esito sia positivo o meno. Se avrete l’attenzione di chiedere ai candidati cosa potrebbe essere migliorato nel vostro processo di gestione delle candidature non solo dimostrerete che state investendo del tempo per migliorare l’esperienza, ma otterrete anche informazioni preziose che vi permetteranno di attirare, identificare e scegliere i migliori talenti.

Informazioni sull'autore

Federico Francini

Federico has over 27 years of experience in IT companies, where he played different sales management roles, with the responsibility of managing large customers in all vertical markets. In Cornerstone since 2017, Federico is responsible of the company's global strategy in Italy, leading the local sales team, developing relationships with key partners and expanding the penetration of Cornerstone’s solutions on the Italian market.

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